Quanto costa costituire e avviare una S.r.l.

Abbiamo schematizzato al massimo quelli che sono i costi per la costituzione di una SRL (o società a responsabilità limitata). Tale schema può ovviamente essere adattato anche alle SRL semplificata, la cui differenza sta solo nei costi relativi alla costituzione e al capitale minimo (che può essere di 1 euro contro i 10.000 della SRL “classica”).
Vediamo più in dettaglio quali sono i costi di costituzione, gestione, per imposte:
Costi di costituzione
Versamento capitale – da Euro 10.000. N.B. – è stato abolito l’obbligo di versamento presso un conto vincolato del 25% del capitale sociale, quindi non è necessario versare il 25% del capitale sociale;
Atto notarile – circa 1.000 – 1.800 Euro per competenze notarili variabili in base alla provincia, alla città, al notaio stesso. Il consiglio è di rivolgersi a più notai per avere un preventivo migliore;
Bolli e diritti – circa 250 euro (da verificare, vi sono poi eventuali bolli per copie conformi e tasse archivio notarile);
Imposta di registro – 168 euro;
Tassa Concessione GG. Vidimazione libri sociali – 309,87 euro da versare con bollettino postale
Vidimazione libri sociali – marca da bollo di 16 euro ogni 100 facciate (in genere 200 fogli, quindi 32 euro); il costo per la vidimazione varia, in Camera di Commercio si versa un diritto fisso di 25 euro;
P.E.C. per iscrizione alla CCIAA – a partire da 5 Euro;
Inizio attività – se non contestuale il costo varia in base al professionista che istruisce la pratica; i diritti di segreteria sono di 30 euro;
In totale quindi io costi variano in genere tra 1.400 euro e 2.200 euro per la costituzione.
Costi fissi annui (successivi al primo)
Euro 200 ca. diritto annuale CCIAA;
Euro 309,87 Tassa Concessione governativa vidimazione libri sociali;
Euro 127,60 solo diritti per deposito bilancio;
Costo commercialista e se con dipendenti del Consulente del Lavoro
Imposte annue
IRES 27,50% sul reddito (differenza tra ricavi di vendita e costi)
IRAP 4/5% sul valore aggiunto. Imposta regionale variabile per franchigie e aliquote che comunque ha una incidenza contenuta sui redditi aziendali.
Contributi previdenziali
I soci di una SRL devono versare contributi INPS?
La risposta non è univoca, ma per certi versi positiva.
Specifichiamo che l’iscrizione, nel caso di commercianti, non è automatica ma subordinata alla compilazione del quadro AC della Comunicazione Unica (diverso il caso di soci artigiani).
Il principio riguardante la contribuzione previdenziale è strettamente legato al lavoro che viene svolto dai soci nella società stessa: una SRL dovrà (teoricamente) produrre ricavi con il lavoro di qualcuno, quindi in genere almeno un socio (o comunque tutti coloro che nella società vi lavorano) deve essere iscritto alla gestione commercianti, e quindi versare i contributi fissi INPS (840 euro a trimestre).
Se il socio di srl non gestisce autonomamente il proprio lavoro, ma è soggetto ad etero-direzione (da parte del Consiglio di Amministrazione) in termini di rispetto degli orari prestabiliti, di giustificazione assenze, di sanzioni disciplinari… il suo lavoro è inquadrabile come lavoro dipendente, quindi non dovrà essere iscritto alla gestione commercianti ma sarà dipendente con busta paga della società stessa.
Diverso il caso dell’amministratore della SRL, per il quale se previsto un compenso è necessaria iscrizione e contribuzione variabile alla gestione separata INPS (aliquota 27,72% variabile sul compenso) . Se l’amministratore è anche socio lavoratore è prevista la doppia contribuzione, alla gestione commercianti/artigiani e alla gestione separata INPS.

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